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MDU – MONITOR DRIVE UNIT

Tutte le “grandi” parabole delle stazioni terrestri richiedono un controllo potente ma un controllo delicato per muovere i loro assi.
A volte il sistema d’antenna è sbilanciato, molto spesso l’usura degli ingranaggi potrebbe causare la perdita di tracce o errori di puntamento. La nostra MDU è progettata per superare tutti i vincoli che un’apparecchiatura di controllo della posizione stabile e solida può richiedere, permettendo un regolare e preciso posizionamento del fascio d’antenna.

La MDU può essere equipaggiata con azionamenti standard dei servomotori, fino a due assi con doppio driver per ogni asse è antibacklash counter-torque design.

I controlli analogici e digitali permettono il controllo dell’unità di controllo legacy o le unità di controllo dell’antenna di nuova concezione per essere interfacciato e gestito da pochi collegamenti e controlli. La potenza massima standard della MDU per il tipo a 4 motori è fino a 16 KW, ma un design speciale potrebbe consentire a dispositivi di grandi dimensioni l’extra potenza.

SCU – SWITCH CONTROL UNIT

È un apparato che consente di pilotare e controllare da remoto due azionamenti a scatto che svolgano funzioni di interruzione
e/o commutazione di segnali o alimentazioni.

La linea di controllo remoto è una seriale RS232 o RS485. Lo stato di funzionamento è disponibile per una lettura a distanza attraverso la linea di comando/controllo seriale.

È possibile automatizzare alcune funzioni (priorità, temporizzazioni, esclusioni) direttamente sul processore di bordo rendendone
il funzionamento autonomo.

Le sezioni di pilotaggio degli attuatori sono galvanicamente isolate, garantendo un funzionamento sicuro
e robusto anche in ambienti ove siano presenti perturbazioni elettriche o apparati che provochino sovratensioni o differenze di potenziale elevate.

DCS – SISTEMA DI CONTROLLO DELLO SBRINAMENTO

È un apparato che permette di evitare e risolvere le formazioni di ghiaccio sulle antenne che possono compromettere il regolare collegamento radio attenuando la potenza dei segnali sia in trasmissione che in ricezione.

Opportuni sensori (pioggia, neve o ghiaccio, temperatura ed umidità) direttamente interfacciati alla DCS permettono un monitoraggio costante dei parametri ambientali, e qualora tali parametri indichino la presenza di uno o più fenomeni che comportino la formazione di ghiaccio o l’accumulo di precipitazioni nevose, vengono attivate le linee di comando dei riscaldatori opportunamente montati sulla meccanica dell’antenna per sciogliere le eventuali formazioni di ghiaccio.

Altri sensori di temperatura (PT100) permettono di controllare la temperatura delle zone più sensibili dell’antenna, per poter parzializzare l’intervento dei riscaldatori promuovendo un opportuno risparmio energetico. È prevista una completa automazione del processo funzionale attraverso il processore di bordo ed i parametri impostabili attraverso il display e la tastiera del pannello frontale. Un’interfaccia seriale (RS232 o RS485) permettono il comando e controllo da distanza.

Il pilotaggio degli elementi riscaldatori avviene tramite contatto in isolamento galvanico, permettendo il pilotaggio di opportuni teleruttori di potenza installati negli appositi quadri elettrici.

AAAPC – ADVANCED ANTENNA ARRAY POWER CONTROL

Questo sistema è utile per tenere continuamente sotto controllo grandi matrici di elementi irradianti che compongono i sistemi di antenna multiradianti come la radiodiffusione con array di antenne o antenne complesse multifeed.

Qualsiasi malfunzionamento di un singolo elemento di radiazione potrebbe essere immediatamente rilevato e localizzato, così come qualsiasi tipo di degradazione dei parametri di radiazione del ramo malfunzionante (riduzione della potenza in transito oppure degradazione dell’onda stazionaria.

Con questo sistema tutti gli elementi dei rami radianti comprese le loro connessioni ai vari ripartitori / divisori sono monitorati con un sensore specializzato che restituisce i parametri di potenza di transito per monitorare lo stato di salute del ramo in cui è installato.

Misurando la potenza di transito istantanea, il suo coefficiente di riflessione insieme alla relazione

di fase tra di loro, viene effettuato un confronto di magnitudine e vettoriale per stabilire la qualità di degradazione del ramo di radiazione. Questo permette di avere uno stato di salute completo del sistema di antenne, rilevando anche un solo difetto su N elementi sani, abbreviando quindi drasticamente l’indagine tecnica sull’intero sistema radiante mediante l’indicazione precisa del punto dove si trova il difetto. Per sistemi di antenna complessi montati su tralicci di grande altezza è evidente il vantaggio di poter intervenire direttamente sul ramo difettoso senza dover compiere lunghe e costose indagini che comporterebbero un lungo tempo di interruzione dei servizi di radiodiffusione.